Gli scienziati hanno finalmente scoperto il Bosone di Higgs?


Abbiamo già sentito annunci di questo genere prima d’ora, ma dopo anni di sperimentazione e ipotesi, stando ad alcune fonti, gli scienziati del CERN di Ginevra avrebbero scoperto il Bosone di Higgs anche noto come la Particella di Dio. L’annuncio dovrebbe arrivare mercoledì 4 luglio e sarebbe quello della più grande scoperta nella storia della fisica.
Le indiscrezioni suggeriscono che gli scienziati annunceranno una scoperta di livello 4 sigma, il che significa che sono sicuri al 99,99 per cento che il Bosone di Higgs esista davvero.

Per dirla in parole povere il Bosone di Higgs si ritiene sia un entità invisibile che circonda tutte le cose e che la sua interazione con le altre particelle sia ciò che dà massa alle cose tenendo insieme gli atomi, la materia e, in ultima analisi, l’Universo intero.
Molta della fisica teorica, specialmente per quanto riguarda la nostra percezione dell’Universo, è costruita sulla speculazione che il Bosone di Higgs esista davvero. Ma finora non è mai stato osservato con certezza. Alcuni scienziati sostengono che se il Bosone di Higgs esiste davvero, bisognerà rivedere buona parte dei teoremi di fisica alla luce della nuova scoperta. Ma questo è già un passo più in là. Intanto aspettiamo di sentire cosa diranno i cervelloni del CERN domani.

[Fonte: Gizmodo USA]

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4 risposte a Gli scienziati hanno finalmente scoperto il Bosone di Higgs?

  1. Cromenio 04 lug 2012, 7:29

    @wawettore:
    Una domanda che mi attanaglia le meningi, mi son sempre chiesto perchè le onde si muovano in uno spazio costretto in altezza ( cerchio schiacciato) e non invece in una forma sferica, è quasi che sopra e sotto ci sia qualcosa che ci costringe a correre in una corsia o meglio in un piano sovrastati e sostenuti probabilmente da altre strutture strutture simili, allora dobbiamo immaginare il tutto come un enorme cilindro stratificato che si allarga, non all’infinito ma ad un certo punto si fermerà piochè le onde terminano la loro corsa collassando in forma di Idrogeno. Ora la domanda è: cosa succede se invece di fermarsi l’idrogeno viene compattato e riprende a correre ma non in forma atomica ma bensi ionica ( un protone e un elettrone ben separati tra loro). Immagina il cilindro precedente come un enorme pila dove si viene a creare il classico campo magnetico che si vede spesso nei libri di fisica, ora l’onda trasformata in idrogeno rallenta cosi tanto da quasi fermarsi e a quel punto una particella va su e l’altra va giù e riprendendo a correre per poi scontrarsi nuovamente al centro del cilindro e ricominciare.

  2. Wdits 03 lug 2012, 13:45

    E tutto questo è inconfutabilmente vero poiché tu eri li quando è successo e ne sei stato testimone, giusto? :-\

  3. wavettore 03 lug 2012, 12:34

    Contrariamente a quanto la scienza ancora crede, al tempo del Big Bang non esistevano atomi ma solo onde che trasportavano energia nell’infinito Vuoto.
    Se potessimo osservare l’Universo dal di fuori, Esso apparirebbe come una nebulosa a forma di cerchio schiacciato e percorsa all’interno di sé da un vento continuo. L’energia e’ come quel vento perpetuo che percorre la nebulosa a velocità massima sconfinando ed allargando sempre il perimetro dell’Universo.

    L’Universo continua ad espandersi perche’ quelle onde che viaggiano ai confini dell’Universo non hanno mai incontrato (e non incontreranno mai) alcuna interferenza dal Vuoto. Le onde continueranno sempre ad espandere lo Spazio dell’Universo che creano e lasciano dietro di loro.

    Il comportamento delle onde e’ in relazione al medium entro il quale esse viaggiano.
    Per cui il comportamento delle onde ai confini dell’Universo e’ diverso dal comportamento delle onde all’interno dell’Universo.

    All’interno dell’Universo le onde cambiano le loro frequenze a causa di collisioni con altra energia durante i loro percorsi. Queste onde, a causa delle interferenze incontrate, continuano a trasformare parte della loro originale energia in altre forme.
    Le onde viaggiano liberando gradualmente calore, ossia quantita’ di energia, e le loro bande originalmente corte, diventano sempre più lunghe, trasportando sempre meno energia di quando hanno originalmente iniziato a viaggiare. Queste onde perdono energia emettendola in forma di altre onde con bande sempre più ampie delle loro.
    Ad esempio, i raggi gamma, col passare del tempo, diminuiranno il loro livello di energia (e la loro frequenza) per diventare raggi X, da raggi X diverranno ultravioletti e cosi’ di seguito. Il quantum originale non e’ perso ma semplicemente distribuito in altre forme di energia attraverso una “rottura spontanea di simmetria”.

    Raggiunta una longitudine quasi piatta (ed un livello critico di minore energia), le onde solidificano in atomi d’idrogeno dividendo la loro energia in elementi opposti, come fossero la punta di un capello rotto.

    http://www.wavevolution.org

    • max dell'aquila 04 lug 2012, 0:39

      mè coioni!