
Sta suscitando molte polemiche sui rischi della libertà sul web la sentenza del tribunale di Milano contro i tre manager di Google rei, secondo i giudici, di violazione della privacy e diffamazione. La vicenda, come ricorderete, risala alla pubblicazione su Google Video di un filmato che riprendeva atti di violenza e bullismo ai danni di un ragazzo disabile. Il Tribunale del capoluogo lombardo ieri ha emesso una condanna a sei mesi di reclusione per David Cael Drummond, George De La Reyes e Peter Fleischer (responsabile privacy).
Google risponde che la sentenza rappresenta un attacco alla cyber-libertà e è uno schiaffo “ai principi fondamentali di libertà sui quali è stato costruito internet”. Lo ha detto Marco Pancini di Google.
“Il diritto di impresa non può prevalere sulla privacy e sulla tutela dei diritti della persona” hanno commentato i Pm Francesco Caiani e Alfredo Robledo.
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Google condannata a Milano: minacciata la libertà di Internet?
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