
Sta suscitando molte polemiche sui rischi della libertà sul web la sentenza del tribunale di Milano contro i tre manager di Google rei, secondo i giudici, di violazione della privacy e diffamazione. La vicenda, come ricorderete, risala alla pubblicazione su Google Video di un filmato che riprendeva atti di violenza e bullismo ai danni di un ragazzo disabile. Il Tribunale del capoluogo lombardo ieri ha emesso una condanna a sei mesi di reclusione per David Cael Drummond, George De La Reyes e Peter Fleischer (responsabile privacy).
Google risponde che la sentenza rappresenta un attacco alla cyber-libertà e è uno schiaffo “ai principi fondamentali di libertà sui quali è stato costruito internet”. Lo ha detto Marco Pancini di Google.
“Il diritto di impresa non può prevalere sulla privacy e sulla tutela dei diritti della persona” hanno commentato i Pm Francesco Caiani e Alfredo Robledo.
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Google condannata a Milano: minacciata la libertà di Internet?
9 risposte a Google condannata a Milano: minacciata la libertà di Internet?
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x Fausto
è come incolpare società autostrade (condannando i suoi manager) per tutti gli incidenti che avvengono sulle autostrade italiane.
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Non voglio certo offendere ma e’ il classico commento da trasmissione del pomeriggio…
Cosa diavolo ci entra il paragone?????
TU PROVA a scrivere su di un foglio di carta il numero della carta di credito del tuo vicino
(per favore non rispondere che non lo sai…. o ti piacerebbe ect….continueresti sul filo del programma del pomeriggio….) poi vai all’edicola piu’ vicina che ha avuto la bella idea di esporre poesie,disegni ect.ect. dei suoi CLIENTI ,occasionali o anche solo POTENZIALI
(idea assolutamente fattibile ) consegni all’edicolante il tuo foglio sul quale hai scritto a chiare lettere che quello e’ il numero della carta di credito del tuo vicino elui si limita a ritagliare il foglio in modo che possa starci benino nella bacheca sìesposta al pubblico e ringrazia pure (E’ QUELLO CHE FA GOOGLE QUANDO CONVERTE IL FORMATO DI UN VIDEO E POI LO METTE COME ULTIMA PUBBLICAZIONE! ).
BENE
Tu pensi che il tuo vicino si rivarra’ solo su di te o anche e giustamente sull’edicolante????
O PENSI CHE siccome l’edicolante deve sottostare a qualche legge non solo di mercato ESATTAMENTE COME GOOGLE IN QUANTO IMPRESA lui,l’edicolante sia esente da qualsiasi non solo sanzione?
MA QUALE LIBERTA’ MINACCIATA DA COSA?????????
Google VENDE LIBERTA CHE ACQUISTA NON SI CAPISCE BENE DOVE ‘! NON SCHERZIAMO!
Quando si sottoscrive un “contratto” come lo chiama Google nel caso di Youtube si fa parte di una ridicola presa in giro che consente non solo a Google di IMPORRE UN SACCO DI REGOLE E REGOLETTE che nulla hanno a che fare con la totale liberta’ che piace a molti sveglioni e non solo del’ultima ora (vedi presunti copyright ma ance contenuti ritenuti illegali dalle leggi e come no!) ma pretende di passare per serio un contratto che puo’ “firmare” anche un bimbo di otto anni evoluto semplicemente spuntando una voce di un form e usando una e.mail free che piu’ free non si puo’!!!!!
Di base quindi c’e’ gia’ una solenne presa in giro a favore di Google sin dall’iscrizione, POI
e’ ridicolo considerare “esente” da resonsabilita’ GOOGLE anche solo e semplicmente perche’ il prodotto che PUBBLICA viene prima CONVERTITO nel formato e nei termini che gli fanno comodo e quindi PRESO IN MANO eccome da GOOGLE!!!!!!
Che poi possa non bastare l’idea ma serva anche un aspetto PRATICO irrealizzabile quando si parla di possibilita’ di controllo del caricato,servirebbe un esercito di persone… RIMANE UN PROBLEMA CHE DEVE RISOLVERE GOOGLLE!!!!!!!!
NON ESISTE NULLA NEMMENO IN AMERICA ECCOME SE NON ESISTE… di simile ad un enorme vetrina esposta al pubblico dove chiunque IN NOME DELLA LIBERTA’ DI SCRIVERE SULLA CARTA O USARE UNA TELECAMERA puo’ ESPORRE incondizionatamente il proprio operato in cambio della concessione da parte del condente lo spazio… ad arriccchirsi con i proventi pubblicitari!!!!!!!!!
L’unica “giustificazone” per partecipare al bordello Google e’ quella di non possedere uno stracci di dominio dal costo di una pizza e cocacola o delle pochissime cognizioni necessarie per pubblicare da se MA ,E QUI STA IL PUNTO… IN MODO NON ANONIMO essendo per legge un dominio INTESTATO A QUALCUNO che indiscutibilmente pu’ essere soggetto giuridico!!!!!!!
O forse sara’ mai perche’ Google garantisce un grande pubblico????? Roba per sbalconati pero’ perche’ e’ come pensare di poter essere notati dalle telecamere poste in uno stadio pieno di milioni di persone!!!!!
VA BENE COSI!
LA LIBERTA’ E’ QUALCOSA DI SERIO e non una minkiata da mercanteggiare come piace e fa comodo a GOOGLE che rimane una perfetta macchina per fare soldi e non certo qualcosa di filosoficamente impeganato in favore di un ipotetico quando mai esistito “mondo di internet”!!!!!!!
Internet e’ fatto di PROVIDER prima di tutto,cioe’q ualcosa di estremamente FISICO E PALPABILE ,non e’ un “Mondo delle fate per sbalconati sognanti”!!!!!!!!
Quantomeno… NON PUO’ ESSER EOSLO QUELLO!
SVEGLIA!
è come incolpare società autostrade (condannando i suoi manager) per tutti gli incidenti che avvengono sulle autostrade italiane.
penso che libertà non significa poter fare tutto. Ed Internet non può essere una zona franca (specialmente ora che la rivista wired l’ha candidata al Premio Nobel per la Pace).
Ammiro, però, la furbizia delle autorità : invece di controllare loro poiché costerebbe troppo, danno la colpa a chi fornisce un servizio. E’ vero che Google o un provider Internet ci guadagnano, ma sono realmente loro tenuti a controllare tutto e tutti? Credo che il controllo sia soprattutto dovere dello Stato.
Un biasimo, in fine, permettetemelo a quelle aziende come Mediaset e Sky che non vogliono siano pubblicati i loro prodotti. Fra qualche anno delle loro produzioni potrebbe restare molto poco, forse niente. Banche dati come YouTube e simili significano anche conservare la nostra memoria.
se l’atto di bullismo fosse stato contro un ragazzo non disabile la cosa avrebbe fatto tanto clamore fino ad arrivare in un tribunale e successiva condanna ? Secondo me no e anche questa è discriminazione oltre che smentire “la legge è uguale per tutti”.