
Un’interfaccia computer-cervello (BCI – brain computer itnterface) è stata sviluppata dal Keio University Biomedical Engineering Laboratory e permette agli avatar di Second Life di essere controllati semplicemente dai pensieri dell’utente. Usando un casco munito di elettrodi che riceve i segnali dalla corteccia motoria cerebrale che è collegata ad una macchina EEG, i dati del “pensiero di movimento” vengono trasmessi al sistema BCI.
Quando l’utente pensa di muovere il suo braccio o la gamba il BCI mette in relazione i movimenti con un emulatore di tastiera, che a quel punto controlla l’azione in Second Life. Dal momento che il sistema è limitato alle azioni di base, ci sono già progetti per implementare il BCI perché possa essere utilizzato per movimenti più elaborati. Anche se i ricercatori sperano che questo aiuterà fisicamente le persone disabili a comunicare e a fare affari su Second Life, continuiamo a pensare che la prima vita, quella reale, sia più importante.










Dovreste però smettere, secondo me, di scrivere ovvietà come “la prima vita, quella reale, è più importante”.
Second Life è un’applicazione che si lancia nel proprio computer e si utilizza online.
Second life è una “seconda vita” tanto quanto lo sono i blog, i forum, le chat, MySpace, FaceBook. Non c’è una “seconda vita”, anche se è questo che significa il nome dell’applicazione – e nessuno sostiene che questa applicazione sia più importante della propria “prima” vita. Cerchiamo di andare oltre al gioco di parole del nome di un software.
Detto questo, grazie per l’articolo su questa interfaccia di controllo cerebrale. Ho trovato l’argomento molto interessante e spiegato in modo chiaro.
Ma cos’è, è già il primo di aprile???